Oscar Serio – Videomaker

Oscar ha 35 anni e da 2 anni fa il videomaker (videobassocosto.it), realizzando principalmente videoclip musicali ma anche produzioni per qualsiasi occasione possa essere comunicata con un video (ad esempio, il booktrailer di Quando guardo verso Ovest è magistrale opera sua). Lo incontro a casa sua, che è anche il suo studio di produzione. Ovunque regna quello che alcuni chiamerebbero “caos creativo”, e altri “disordine”: strumenti musicali di ogni tipo, fotocamere, oggetti vari (tra cui un aspirapolvere).

Oscar, perchè il videomaking?

Il videomaking è una forma di comunicazione completa, in cui convergono arti diverse finalizzate alla creazione di un prodotto unico. Realizzare video è molto stimolante per me, soddisfa la mia creatività  e mi permette di fantasticare a tempo pieno! Per un creativo che si annoia facilmente fare video è la cosa più stimolante del mondo…

Qual è stato il tuo percorso in questo campo?

Non ho intrapreso un vero e proprio percorso… Da sempre sono un musicista, con una laurea in cinema e la passione per il marketing, ma per lavoro ho sempre venduto aspirapolveri. A 33 anni ho perso il lavoro e nella disperazione più totale, armato solo di un cellulare con telecamera, ho realizzato il mio primo videoclip musicale. Da allora non ho più smesso di farlo. Anche Louis Armstrong ha comprato la sua prima tromba a trent’anni…

La più grande soddisfazione avuta?

E’ una domanda troppo difficile a cui rispondere, la mancanza di soddisfazione è la benzina che alimenta il mio motore. La soddisfazione non credo che possa essere un valore nell’epoca in cui viviamo. Magari prova a rifarmi la domanda fra qualche decina di anni, forse riuscirò a dare una risposta.

E la più grande delusione?

Un narcisista non è mai deluso. Un’esperienza negativa non può essere considerata tale se la si osserva in un contesto più ampio. Forse mi sarebbe piaciuto conservare l’amore, visto che finora in campo sentimentale ho sempre combinato pasticci.

Il grande sogno?

Scrivere un libro. Fare un figlio. Possedere una casa.
Uno di questi tre.
Mi piacerebbe anche comprare una Playstation.
E fare un videoclip a Gianmaria Testa, ma lui i videoclip non li fa…

A proposito, tu ti rivolgi solo ed esclusivamente ad artisti emergenti, ti piacerebbe in futuro collaborare con qualche BIG?

Probabilmente continuerò a lavorare con gli emergenti anche se dovessi io stesso diventare un big (ride)…
Non credo che lavorerò mai per i big della musica. Non ne avrei nè le competenze nè il desiderio… Nelle grosse produzioni video si lavora in team e i tempi di produzione possono essere lunghi anche diversi mesi prima di poter vedere pubblicato il videoclip… A me piace lavorare da solo e velocemente, immergermi nell’ atmosfera del pezzo musicale ascoltandolo per un giorno intero cercando un idea o un soggetto. Quando arriva la scintilla faccio di tutto per realizzare il video in pochi giorni, per vivermelo intensamente, come quando si prepara una ricetta… Compri gli ingredienti freschi, prepari il tavolo da lavoro, mescoli gli ingredienti, cuoci, mangi e infine ti godi la sazietà .
Nelle grosse produzioni questo non è possibile averlo.

Quali consigli a chi volesse intraprendere questa professione?

Avrei mille consigli… Innanzitutto non credere che per comunicare con i video sia necessario possedere strumentazione professionale… Ho conosciuto decine di cineasti che hanno investito fior di quattrini per dotarsi di tutta la strumentazione necessaria per realizzare video, per poi tenerla chiusa in un cassetto oppure realizzare video tecnicamente perfetti ma completamente vuoti dal punto di vista espressivo.
In secondo luogo è necessario osservare ciò che ci circonda, riflettere sulle dinamiche inerenti ai comportamenti delle persone, cercare il bello anche dove gli altri vedono solo cose brutte. Se si riesce a vedere oltre l’apparenza, anche la cosa più insignificante di questo mondo merita di essere raccontata. Essere un videomaker significa innanzitutto saper vedere prima di raccontare.

© 2017 Massimo Lazzari