Giovanni Marinelli – Musicista

Giovanni è un musicista di origini pugliesi, ma di adozione bolognese. A 36 anni ha al suo attivo due album, Isteria (2010) e Oniria (Aerasonica Records, 2013). Il secondo album include anche la splendida Cielo e polvere, che ho avuto l’onore di utilizzare come colonna sonora del booktrailer di Quando guardo verso Ovest.Il genere rimanda al rock puro degli anni ’70, i testi (interamente scritti da Giovanni) riflettono una sensibilità  fuori dal comune. Lo intervisto davanti a una birra al Cortile Cafè di Bologna, dove organizza le serate di musica live e, spesso e volentieri, si esibisce dal vivo con uno dei suoi tanti gruppi.

Giovanni, perché la musica?

Perché la musica è sempre stata parte della mia vita fin da piccolo grazie a mia madre pianista. Crescendo poi, l’ho trovata la forma più congeniale a tirare fuori lati di me meno visibili, e a farmi sentire veramente completo.

Qual è stato il tuo percorso in questo campo?

Ho iniziato come tutti, a scuola, con dei compagni di liceo con cui abbiamo messo su la prima band.
Ci esibivamo alle feste della scuola e nei locali della zona. Poi l’università , una nuova band e infine, la carriera da solista, con la quale ho iniziato a scrivere testi e musiche come le avevo dentro. Diciamo anche a raccontare la mia storia e le mie visioni di quello che mi accade intorno quotidianamente.

La più grande soddisfazione avuta?

Sinceramente? Vedere delle persone “estranee” al mio mondo, alla mia vita quotidiana ascoltare, apprezzare e spesso rispecchiarsi nelle mie canzoni.

E la delusione più grande?

Le delusioni quando fai musica (o arte in genere) sono tante. Porte sbattute in faccia, risultati non raggiunti. Ma non c’è una delusione più grande di altre. Le prendo sempre come un ostacolo da superare, o come una buca in cui inciampare, grazie alle quali capisco che devo continuare il mio cammino.

Il grande sogno?

Continuare a vivere grazie alla musica, grazie a quello che amo fare.
Non so se il successo sempre è un “sogno da realizzare” ma sicuramente essere felice con quello che si fa per amore e passione lo è.
Un sogno.

Se dovessi decidere di cambiare genere musicale e fare un disco che non sia nel tuo ambito rock/pop-rock, cosa registreresti?

Sicuramente farei un disco Reggae. E’ una musica piena di anima, emozioni e cuore.Che mi stimola sempre, non mi annoia, e mi rende felice.

Quali consigli daresti a chi volesse intraprendere questa professione?

Di lasciare perdere, 🙂 No a parte gli scherzi, consiglio a tutti quelli che decidono di intraprendere questo percorso, di non avere un traguardo finale e basta, ma tanti piccoli traguardi da tagliare a piccoli passi per poter essere sempre soddisfatti di ciò che si fa.E di essere determinati e costanti.

© 2017 Massimo Lazzari