La Posta del Fegato – numero 3

Dopo il numero della settimana scorsa abbiamo ricevuto diverse minacce da parte dell’Associazione Ciclisti di Inverigo Ostiense, che si è sentita offesa dalla risposta data da Piero De Fazio alla domanda inviata da uno dei nostri lettori.

Vogliono farci chiudere la rubrica ma noi resistiamo!!! Non temiamo minacce né querele, anzi approfitto di questo spazio per dichiarare che Piero è pronto a risolvere la questione da uomini.

Nell’attesa che venga lanciata ufficialmente la sfida, anche oggi affrontiamo temi scottanti, che sono sicuro solleveranno altri polveroni. In fondo, è un po’ quello che cerchiamo. Pronti?

La Posta del Fegato – numero 1

Dopo il grande successo del numero 0, parte ufficialmente la rubrica più irriverente del momento, la Posta del Fegato.

Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto decine di mail con le vostre domande a Piero De Fazio, le abbiamo lette tutte e in questo numero ne pubblichiamo alcune.

Oggi Piero risponde a quesiti riguardanti il sesso coniugale, l’analfabetismo delle nuove generazioni e il difficile rapporto tra ciclisti e automobilisti.

La Posta del Fegato – numero 0

La nostra vita frenetica, i meccanismi contorti della società in cui viviamo, la sempre maggiore necessità di trovare risposte alle domande fondamentali che ci assillano ogni giorno… tutte queste cose mi hanno spinto a creare “La posta del fegato”.

In questa rubrica Piero De Fazio (chi è?) risponde alle vostre domande, qualsiasi domanda, senza troppi giri di parole. Nel numero 0 si parla della possibilità di forme di vita extra-terrestre, delle tensioni tra USA e Russia, di sesso adolescenziale, insomma di temi attuali e scottanti.

Ma ora lasciamo la parola al nostro guru.

Avvistate alcune copie di Quando guardo verso Ovest in Madagascar

Nei giorni scorsi, alcune copie di Quando guardo verso Ovest sono state avvistate nella lontana isola del Madagascar.

Più precisamente, gli avvistamenti si sono verificati all’Hotel Peter Pan di Anakao e alla scuola Rossignol di Tulear, dove pare che alcuni bellissimi bambini abbiano anche ringraziato l’inconsapevole autore per i libri ricevuti.

Riportiamo di seguito le prove inconfutabili di questi avvistamenti, lasciando ai lettori la risposta alla domanda che tutti si stanno facendo: dopo il Madagascar, dove si spingerà l’invasione di Quando guardo verso Ovest?

 

5 bimbi in Madagascar potranno andare a scuola grazie a voi!

Oggi ho ricevuto una fantastica notizia che ho deciso subito di condividere con voi.

Nel secondo semestre 2016 le vendite di Quando guardo verso Ovest, tra quelle online e quelle dirette, ci hanno permesso di raccogliere ben 500 €, che sono già stati interamente devoluti all’Associazione Mondobimbi Onlus per il Progetto Afaka.

Quando i desideri diventano realtà

Nel 2012, ovvero 5 anni fa, pubblicavo il mio primo libro Esprimi un desiderio.

Si tratta di un romanzo visionario, in cui un fantomatico inventore ha realizzato un macchinario avveniristico in grado di indurre nelle persone i sogni lucidi, ovvero quelli in cui ci si rende conto di trovarsi all’interno di un sogno, ci si “sveglia” e, a quel punto, si è in grado di realizzare, sempre all’interno del sogno, tutto ciò che si desidera (volare, uccidere il proprio capo, ritornare bambini, ecc).

Ebbene, perché ve ne parlo ora?

Confessioni di un non-viaggiatore

Al ritorno da un viaggio, per quanto bello e intenso possa essere stato, provo sempre una sensazione di disagio. Un disagio che nasce dalla consapevolezza di essermi perso qualcosa di veramente importante, che forse non potrò recuperare più. Questa volta ho provato a elaborare meglio questa sensazione, a cercarne le radici. E mi sono reso conto che quel qualcosa che ho perso è proprio il viaggio che ho appena fatto. O meglio, l’opportunità di viverlo come un viaggio vero, e non come una vacanza.

Vi racconto il mio 2017

Avete letto bene, ho scritto proprio 2017.

In questi giorni è prassi fare un bilancio dell’anno che si sta chiudendo, ovvero il 2016. In effetti, per qualche istante ci ho pensato anche io, però ho poi deciso che mi sarebbe piaciuto di più provare a guardare avanti, immaginare come sarà l’anno che sta arrivando.

Quindi accendiamo la macchina del tempo e impostiamo come destinazione il 27 dicembre 2017.

© 2017 Massimo Lazzari