Il mio prossimo libro sarà una Cli-Fi

Il mio prossimo libro sarà una Cli-Fi

Nelle ultime settimane ho letto due libri che mi hanno colpito molto e mi hanno fatto prendere una decisione importante.

Il primo è La grande cecità – Il cambiamento climatico e l’impensabile dello scrittore indiano Amitav Ghosh.

Si tratta di un saggio in cui l’autore cerca di indagare il motivo per cui i cambiamenti climatici che stanno colpendo di fatto ogni angolo del mondo, a parte qualche rara eccezione, fatichino ancora a entrare nella sfera di interesse dei romanzieri, e della narrativa in generale.

Una citazione su tutte: “Quando le generazioni future si volgeranno a guardare la Grande Cecità, certo biasimeranno i leader e i politici della nostra epoca per la loro incapacità di affrontare la crisi climatica. Ma potrebbero giudicare altrettanto colpevoli gli artisti e gli scrittori, perché dopotutto non spetta ai politici e ai burocrati immaginare altre possibilità”.

Il secondo libro che ho letto è Qualcosa, là fuori di Bruno Arpaia.

È un romanzo, forse il primo in Italia (e l’unico?), inquadrabile nel nuovissimo genere della Climate Fiction, o Cli-Fi, ovvero della narrativa ispirata ai cambiamenti climatici.

È una storia che delinea uno scenario inquietante, quanto verosimile e, anzi, molto probabile. È una visione di quello che potrebbe essere il mondo non tra mille, ma tra poche decine di anni, se non ci sarà una rapida reazione collettiva. È un’anticipazione di quello che si ritroveranno a dover affrontare le prossime generazioni, a causa nostra.

È un libro che, a mio avviso, dovrebbe essere fatto leggere nelle scuole!

Ebbene, dopo aver letto questi due libri, ho deciso di raccogliere l’appello di Ghosh e di seguire l’esempio di Arpaia. Certo, io non sono né bravo né autorevole come loro, però scrivo storie. E chiunque scriva storie prima o poi se lo chiede. Perché scrivo?

In questa fase della mia vita ho deciso che voglio scrivere non più per tirare fuori demoni nascosti, cercare di impressionare lettori o vedere il mio nome stampato su una copertina.

Ho deciso che voglio scrivere per fare tutto ciò che è in mio potere per evitare che lo scenario dipinto da Arpaia non si verifichi, per far sì che le domande scagliate da Ghosh trovino, bene o male, una risposta concreta.

La storia è già nella mia testa (anzi, a dire la verità c’era già da tempo, da prima che sapessi che si trattava di una Cli-Fi), il titolo ce l’ho, il prurito di scrivere pure.

Attenzione però, prima di questa nuova storia uscirà La fine della Terra, il romanzo che ho scritto l’inverno scorso e che, a dispetto del titolo, non è affatto una Cli-Fi. E che al momento si trova sulla scrivania del mio editore.

Spero che la legga in fretta, perché ho il presentimento che a breve avrò un nuovo manoscritto da sottoporgli.

© 2017 Massimo Lazzari